Sardegna: approvata con riserva norma attuazione sul passaggio della sanità penitenziaria

“Approvazione condizionata”. Questo il parere della Prima commissione del Consiglio regionale che ieri ha preso in esame le norme di attuazione sul passaggio della Sanità penitenziaria dallo Stato alla Regione.

“Approvazione condizionata”. Questo il parere della Prima commissione del Consiglio regionale che ieri ha preso in esame le norme di attuazione sul passaggio della Sanità penitenziaria dallo Stato alla Regione. L’organismo consiliare, presieduto da Mario Floris, ha ascoltato le varie fasi per la transizione delle competenze esposte dalle due componenti regionali della commissione paritetica Anna Maria Busia e Gabriella Massidda. “Abbiamo chiesto delle integrazioni per noi necessarie”, spiega il presidente Floris. “La spesa deve essere garantita negli anni, non solo per assicurare il giusto trattamento sanitario, ma anche per migliorare l’assistenza ai pazienti-detenuti”. Floris ha poi messo l’accento su un altro aspetto spinoso: il personale. “Abbiamo chiesto chiarimenti sulle assunzioni di medici e infermieri ora in carico al ministero di Giustizia e sui contratti che stanno per scadere”. Verranno rispettai i tempi prefissati dall’assessore alla Sanità? “Penso di sì, domani (oggi per chi legge) firmerò la pratica. Non spetta a me stabilire i tempi in Consiglio, ma vista l’urgenza, il relatore della norma Nanni Campus la discuterà a breve. Entro l’anno - assicura Floris - la legge sarà pubblicata”.
L’avvocato Anna Maria Busia, ha curato gli aspetti tecnici del passaggio di competenze. “Il problema è per i detenuti non sardi, che sono circa un quarto della popolazione carceraria (2400). La Prima commissione ci ha chiesto garanzie da parte dello Stato”. Tradotto? “Nel 2009 alla Sardegna sono stati assegnati 5.175.581 euro per la sanità penitenziaria. Ebbene - aggiunge il legale - la Prima commissione vuole che venga confermata questa cifra anche per i prossimi anni”. Scoppia la polemica tra il Dipartimento sanità del Pd e l’assessore regionale Liori sui detenuti rinchiusi nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Per il Pd occorrerebbe “un percorso, graduale e cadenzato, di presa in carico degli internati in Opg da parte della Regione e delle Asl territorialmente competenti”. Per il dipartimento è necessario “lanciare un vasto programma di interventi per la salute mentale nel territorio, senza la realizzazione di un solo Opg, ma potenziando i servizi territoriali”. Decisa la replica di Liori. “Nessuno ha parlato di costruire in Sardegna ospedali psichiatrici giudiziari, bensì ho parlato di strutture da non più di 15 posti dove ospitare i circa 50 pazienti sardi attualmente ricoverati nella struttura di Montelupo Fiorentino”.

"L'Unione Sarda"

16/09/2010

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