Salute e Carcere: Il Presidente Onorario SIMSPe Franceschini al Seminario della Conferenza Episcopale Italiana

La relazione di Franceschini

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17/03/2012 - Con l’ avvento del SSN nella cura delle persone detenute, pur essendo disponibili servizi assistenziali e possibilità di accesso alle cure, in carcere  si verificano situazioni che, di fatto, intervengono a limitare la soddisfazione del proprio bisogno di salute. L’Istituto Penitenziario “contiene” la persona detenuta, sia nel senso degli spazi, sia gestendo ogni aspetto e momento della quotidianità del recluso.
Gli spostamenti dalla stanza di detenzione a qualsiasi altro luogo, compreso l’ accesso all’ ambulatorio e servizi diagnostici, sono obbligatoriamente mediati dal personale di custodia e con modalità diverse a seconda della differenziazione dei circuiti penitenziari
Per gli stessi motivi, se il paziente detenuto non ha libero accesso al Medico, nello stesso tempo anche il Medico ha una limitazione di accesso al paziente
Il passaggio delle competenze assistenziali al SSN deve quindi rappresentare oltre che un adeguamento alle possibilità di offerta sanitaria, anche l’ occasione del cambiamento culturale per il superamento delle limitazioni nella possibilità di fruizione dell’ offerta stessa.


 

SIMSPe-onlus

17/03/2012

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