Lazio: discusse in Regione le criticita' della Sanita' Penintenziaria

L'Agenzia ASCA riferisce delle audizioni del Garante dei Diritti del Detenuto e del Provveditore Regionale

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Roma, 19 giugno - La commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha tenuto due audizioni sul tema della sanita' penitenziaria. Ad essere ascoltati: il garante regionale dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni, e il provveditore del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, Maria Claudia Di Paolo. Per il provveditore Di Paolo, il primo problema da affrontare e' il sovraffollamento: 7.198 sono attualmente i detenuti nei 14 istituti penitenziari a disposizione, con un tasso di sovraffollamento pari al 46%. I detenuti in attesa di giudizio definitivo rappresentano il 44% del totale. Sul fronte della sanita' penitenziaria, si e' sottolineata il diritto dei detenuti a ricevere lo stesso livello di assistenza degli altri cittadini: la mancanza di specialisti all'interno delle carceri comporta sempre piu' spesso il trasporto protetto e il successivo piantonamento dei soggetti in strutture ospedaliere, con aggravio di costi.

Incoraggiata, invece, l'esperienza di reparti ad hoc all'interno di strutture del Sistema sanitario regionale (come il ''Belcolle'' di Viterbo e il ''Sandro Pertini'' di Roma). Il garante Marroni ha sottolineato il trend in continuo aumento dei detenuti laziali e l'esiguita' del numero di agenti (circa 3mila contro i 4.136 previsti).

Decisivo il ruolo del volontariato e dell'associazionismo, che tuttavia non riesce a lenire i problemi di gestione della sanita' penitenziaria nel suo complesso. L'esperienza sul campo ha accertato che il 35% dei detenuti e' tossicodipendente e che circa il 50% assume psicofarmaci.

Sullo sfondo, poi, la prossima chiusura, su base nazionale, degli ospedali psichiatrici giudiziari, con la conseguente presa in carico dei malati da parte delle Asl di appartenenza. Marroni ha infine chiesto un interlocutore, a livello di Giunta regionale, sul fronte della Sicurezza, mancando di fatto un assessorato specifico di riferimento.''Ci rendiamo conto che sono ancora tanti gli interventi legislativi e non da portare a termine per completare la riforma della sanita' penitenziaria anche nella nostra regione - ha dichiarato il presidente Lena - con queste audizioni apriamo un canale di confronto diretto e costante con chi lavora e opera tutti i giorni con i detenuti, affinche' non ci ricordi delle nostre carceri solo in casi di emergenza o di estremo disagio, ma si passi ad una programmazione degli interventi a carico della Regione, con scadenze precise e riscontri certi, a partire da una ricognizione del lavoro svolto dalle nostre Asl in questo ambito, al fine di garantire una uniformita' di azione in tutta la regione''.

ASCA

19/06/2013

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