Tutela del Diritto alla Salute delle Persone Detenute

Una ricerca dalla LUISS sulle fonti normative dei diritti dei detenuti

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Roma, 27 agosto 2013 - La Corte Europea dei diritti dell’uomo con la sentenza Torreggiani ed altri contro Italia, ha condannato lo Stato italiano per le condizioni cui sono sottoposte le persone detenute negli istituti di pena nazionali.
Un carcere sovraffollato, dove i detenuti hanno a disposizione in media non più di 3 metri quadri a testa, i cui impianti di illuminazione ed areazione risultano inadeguati e non si può fare nemmeno affidamento sulla possibilità di avere acqua calda, costituisce un trattamento inumano e degradante perché viola la dignità delle persone che vi si trovano e di conseguenza i loro diritti fondamentali.
Niente di nuovo sotto il sole; la Corte Europea ha costatato come il sovraffollamento carcerario in Italia sembri aver ormai acquisito le caratteristiche di un problema strutturale e sistemico.
Eppure una novità c’è per il mondo del carcere.
Questa volta il giudice di Strasburgo, proprio perché saturo di dover continuamente fare appello allo Stato italiano affinché sia posta fine ad una realtà al di fuori del diritto quale quella che affligge il sistema penitenziario, non si è accontentato di rimedi parziali o contingenti; lo Stato italiano è chiamato, infatti, entro un anno a decorrere dalla data in cui la sentenza diverrà definitiva, a mettere in atto una serie di misure effettive ed efficaci per risolvere la questione del sovraffollamento carcerario, nel pieno rispetto dei diritti umani riconosciuti alle persone private della libertà personale.


In uno studio della Libera Università degli Studi Sociali – LUISS Guido Carli di Roma, presentato nella Tesi di Laurea del Dott. Matteo Paolucci, vengono riassunti tutte le fonti normative alla base del diritto alla salute di tutte le Persone Detenute. 


IN ALLEGATO IL TESTO INTEGRALE DEL LAVORO   

L.U.I.S.S.

27/08/2013

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