Monito dei Garanti dei Detenuti di Parma ed Emilia-Romagna

Autonomia decisionale del comparto sanità da quello della sicurezza

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Parma, 27 settembre 2014 – Su Repubblica.it Parma del 22u.s. i responsabili locali dei detenuti, commentando le notizie apparse su l'Espresso sui presunti pestaggi nella Casa Circondariale di Parma da parte degli Agenti di Polizia Penitenziaria, negano evidenze e/o segnalazioni “circa pratiche sistematiche di violenza all'interno del penitenziario di Parma”, mentre ribadiscono con decisione “che sono invece imponenti le segnalazioni da parte dei detenuti relative alla presunta mancanza e/o ritardi nel ricevere appropriate cure sanitarie, questione che i Garanti, nell'ambito della loro funzione di tutela dei diritti delle persone recluse, hanno ripetutamente posto all'attenzione dell'amministrazione penitenziaria e alla dirigenza sanitaria per le rispettive competenze, senza che ad oggi ci sia stata una risposta soddisfacente. L'esistenza del CDT, della sezione paraplegici e l'invio ripetuto di persone affette da gravissime patologie proprio in ragione del centro ospedaliero e del personale medico dedicato, la presenza di un numero altissimo di persone gravemente malate spesso, se non prevalentemente, in regime di alta sicurezza, impone che la questione sanitaria nel carcere di Parma venga affrontata nella sua specificità con urgenza.”


Nel segnalare tali situazioni locali, i Garanti concludono “La tutela piena del diritto alla salute all'interno degli istituti penitenziari della città presuppone poi l'autonomia decisionale del comparto sanità da quello della sicurezza, così come già indicato dal Comitato Nazionale per la Bioetica e come imposto dal passaggio della Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale con la riforma del 2008".


Appare in aumento il numero di coloro che avendo modo di conoscere da vicino singole realtà sanitarie penitenziarie italiane, esprime pubblicamente un’osservazione di questo genere. Poiché l’obiettivo comune di ogni operatore che a qualsiasi titolo operi all’interno degli Istituti Penitenziari deve essere quello della tutela delle persone detenute, SIMSPe-ONLUS ritiene che sempre di più è necessario sviluppare percorsi formativi che conducano al dialogo ed al confronto costruttivo tra gli operatori delle due diverse Amministrazioni che si trovano ad operare nello stesso ambito. 


L'articolo di Repubblica al link:  http://parma.repubblica.it/cronaca/2014/09/22/news/carcere_garanti_preoccupati_lacune_anche_nell_assistenza_sanitaria-96415663/

Repubblica.it

27/09/2014

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