OPG, si chiude.

Ma adesso la nuova sanità in carcere!

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29 marzo 2015 - Dal 1 aprile 2015, a sette anni dalla firma del DPCM che ha portato nel  Servizio Sanitario Nazionale la tutela della salute in carcere, anche gli ultimi manicomi avviano nel concreto il percorso di chiusura. Anche se non sarà un processo immediato ma richiederà alcuni mesi, sia per il graduale trasferimento dei pazienti che per l’avvio delle REMS provvisorie, ormai il percorso è inarrestabile. Ed è giusto trasformare uno strumento di sola sicurezza in percorsi di cura, anche se difficili e spesso dai risultati incerti. 
L'argomento è stato ben affrontato da "Quotidiano Sanità" nel numero del 27/03/15, in cui è prodotta una tabella riassuntiva della situazione attuale, il cui link viene di seguito riportato. La tabella, se letta superficialmente, sembrerebbe indicare solo ritardi o ostacoli. Invece è la testimonianza dello sforzo espresso dalle regioni di partecipare al processo di rinnovamento per il quale ad oggi non hanno visto un solo euro delle centinaia di milioni stanziati! 
Ma dobbiamo anche sottolineare con forza la necessità di ripartire con la riforma della Medicina Penitenziaria. 
L’Accordo in Conferenza Unificata dello scorso 22 gennaio 2015 “Linee guida in materia di erogazione dell’assistenza sanitaria negli Istituti Penitenziari per adulti: implementazione delle reti regionali e nazionali” di recente in Gazzetta Ufficiale (serie generale, n. 64 del 18.3.2015). non è stata solo una elegante esercitazione di programmazione sanitaria. È il primo documento nel quale iniziano ad essere declinate nella sostanza le poche righe che l’allegato A del DPCM dedicava al cuore vero della riforma: il nuovo sistema, la rete, i livelli di responsabilità e le conseguenti funzioni. Sembrava che tutti questi fossero argomenti da scotomizzare, tanto che le difficoltà dell’attività sanitaria all’interno degli Istituti Penitenziari in questi anni si sono moltiplicate: da un lato le direzioni penitenziarie che con evidenza in molte realtà non hanno compreso i valori del nuovo corso della medicina penitenziaria, dall’altra le Aziende Sanitarie, spesso distratte, spesso vincolate nei piani di rientro, non sempre sensibili a questa medicina di frontiera, hanno portato oggi ad una realtà estremamente difficile. Il nostro prossimo congresso – la XVI Agorà – dedica a questi temi ampi spazi e con interlocutori istituzionali di rilievo.
Si volti pagina: dopo lo sforzo corale per chiudere gli OPG adesso mano alla riforma vera della tutela della salute in carcere!
La rete, di pari dignità alle altre reti regionali ed aziendali, le modalità di erogazione dei servizi, i ruoli e l’inquadramento degli operatori.
Queste sono adesso le priorità !


Luciano Lucania
Vice-Presidente SIMSPe


 


In allegato:


- il documento di “quotidianosanità.it” con la tabella riassuntiva ad oggi inerente le sedi, l’attivazione ed i numeri di posti letto delle REMS nelle diverse regioni italiane


- la Gazzetta Ufficiale (serie generale, n. 64 del 18.3.2015) contenente le «Linee guida in materia di modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria negli Istituti penitenziari per adulti; implementazione delle reti sanitarie regionali e nazionali»


Link articolo di "quotidianosanità.it": 


http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=26899&fr=n 

Simspe Onlus

29/03/2015

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