La visita di ingresso in istituto penitenziario

Un'attività di rilevante importanza medico-legale

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Roma, 12.01.2016 - La valutazione fisica, clinica ed anamnestica della persona detenuta al momento dell’ingresso in un Istituto Penitenziario è un’ attività prevista dalla normativa e richiede la messa in atto di un momento organizzativo di raccordo multidisciplinare con valutazioni sanitarie di ampio spettro, finalizzate all’ acquisizione, la più precoce possibile, di notizie di fondamentale interesse sia per la comunità che per l’ individuo. La visita di ingresso è effettuata su ogni persona che viene associata al carcere. Non vi sono percorsi o protocolli appositamente studiati per tale settore, che fa riferimento ad una serie di norme e circolari, e, ancora oggi, in ogni Istituto si opera in maniera autonoma. Sebbene la normativa preveda genericamente l’effettuazione della visita entro le 24 ore dall’ingresso, è opportuno che questa sia eseguita contestualmente all’ immatricolazione, alla stregua di una visita di accettazione con il significato di presa in carico. L’ingresso in carcere è un momento di estrema complessità che comporta per la persona detenuta il trauma derivante dalla consapevolezza della perdita della libertà, ed il contemporaneo inizio del rapporto con la struttura penitenziaria. Ma è anche il momento nel quale la struttura deve effettuare una prima valutazione della persona e dei suoi bisogni. In pratica si deve valutare l’ impatto della struttura sulla persona, ma anche l’ impatto della persona sulla struttura stessa. L’accoglienza in Istituto presenta, quindi, diversi momenti che possono essere così definiti:



  • Raccolta di notizie Una accurata anamnesi permette di valutare il pregresso della persona, conoscere il contesto socio famigliare, ed avere notizie su precedenti contatti con strutture e servizi del SSN o Penitenziari, che possono essere contattati per migliori informazioni.

  • Valutazione clinica Il rilievo delle effettive condizioni psico fisiche consente di mettere in atto i primi immediati interventi e di programmare il percorso clinico del successivo periodo di permanenza nella struttura penitenziaria. La valutazione clinica ovviamente deve essere basata su riscontri oggettivi, data l' intrinseca importanza medicolegale.

  • Sostegno Il colloquio deve essere impostato da parte del personale Medico e Psicologico in modo da trasmettere alla persona detenuta la sicurezza che la struttura è in grado di provvedere ai suoi bisogni.

  • Valutazione igienica Alcune persone accedono in condizioni di igiene personale marcatamente trascurata, ed in tal caso è d’ obbligo l’ invito a sottoporsi a doccia e cambio di vestiario, nel rispetto per la convivenza nella comunità nella quale saranno inseriti.

  • Informazione Si possono fornire durante il colloquio le informazioni sulla organizzazione e sulle modalità di accesso ai servizi, anche con brevi testi in diverse lingue,

  • Valutazione psicologica Il colloquio con un Esperto Psicologo permette la valutazione dello stato psicologico in rapporto al rischio di etero od auto-aggressività.

  • Attivazione dei servizi Il quadro complessivo ricavato dalla anamnesi, esame obiettivo e valutazione psicologica, consente di indirizzare segnalazioni di attivazione dei vari servizi dell’ Istituto,( SERt, DSM ecc..)

  • Valutazione di urgenze e/o emergenze cliniche C' è  inoltre la possibilità di  valutare sin dall' inizio una situazione clinica come non trattabile con le risorse dell’ Istituto e di conseguenza di richiedere il ricovero immediato presso una struttura ospedaliera, per quegli aspetti che suggeriscono rischio per la vita del paziente . È importante a tal proposito ricordare che, in caso di rilievo di lesioni, è obbligatorio  procedere alla emissione di referto nei termini previsti dalla Legge.


Come già accennato, la visita di ingresso rappresenta il primo passo di un percorso  clinico che presenta  fin dall' inizio rilevanti aspetti medico-legali, per l' importanza che lo stato di salute ha sulle decisioni  che l' Autorità Giudiziaria prende in tema di provvedimenti alternativi alla detenzione in carcere. La redazione della documentazione clinica, ancora diffusamente manuale, troverebbe sicuro vantaggio e precisione se inserita in un processo di informatizzazione che renda omogenee le note cliniche a livello nazionale.


 

Andrea Franceschini

12/01/2016

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