Appropriatezza in carcere. Non l'ultimo dei problemi.

Se ne è parlato all'ISS con la partecipazione della SIMSPe attraverso il contributo del Dott. Starnini

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Roma, 19.07.2016 - Uno dei principi basilari dei servizi sanitari pubblici è quello della corretta allocazione delle risorse. In un contesto di scarsità di finanziamenti come quello del carcere  se tempo e investimenti  nell’assistenza   non vengono  guidati da criteri di appropriatezza  organizzativa e prescrittiva, arriviamo ad ottenere pochissimo  in termini di recupero della salute della popolazione detenuta  a fronte dell’impegno profuso. Ricordiamo poi che questi sono  risorse e tempo “rubati” ad altri che ne hanno effettivo bisogno.   Un frutto amaro di tutto ciò è l’aspetto dell’assistenza psichiatrica. Dalla ricerca MEDICS è emerso che nella stragrande maggioranza dei casi i detenuti con disagio psichico sono assistiti prevalentemente mediante una terapia di tipo farmacologico, mentre i percorsi di tipo psicologico sono del tutto residuali. A volte non vi è alcuna visita, nonostante vi sia una diagnosi di disagio psichico.


Il ricorso a terapie farmacologiche è estremamente frequente. In media i detenuti con disagio psichico nella ricerca MEDICS hanno ricevuto circa 3, 4 prescrizioni farmacologiche nel corso della carcerazione. Tale numero si raddoppia quasi nel caso dei detenuti affetti da solo disagio psichico arrivando a 6, 4, mentre è di 4, 7 per i detenuti con doppia diagnosi e solo di 2, 5 per quelli tossicodipendenti.  Oltre al ricorso a terapia farmacologica, i detenuti ricompresi nel campione presentavano un elevato tasso di medicalizzazione del trattamento. In media ciascun detenuto del campione fruisce di circa 24 visite di tipo specialistico non psichiatriche. Su tutto il campione sono solo 2 i detenuti che non hanno ricevuto visite specialistiche. Si tratta di visite per patologie molto comuni nella popolazione detenuta e che corrispondono a quelle riportate anche nello studio multicentrico effettuato dal Ministero della salute nel 2014. Oltre ad analisi di emocromo e transaminasi, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta, infatti, di visite finalizzate alla diagnosi o alla cura di malattie infettive o di visite odontoiatriche.


Dott. Giulio Starnini, Consigliere SIMSPeUnità Operativa Medicina Protetta Malattie Infettive c/o Ospedale Belcolle, Viterbo

Giulio Starnini

19/07/2016

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