Una buona pratica dal Beccaria di Milano

Il ruolo dell’infettivologo nell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano

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Milano, 31.10.2016 - La presenza dell’infettivologo nell’Istituto Penale Minorile (IPM) Cesare Beccaria di Milano rappresenta una novità istituita dalla ASST Santi Paolo e Carlo a partire da agosto 2016.


Fino ad allora ai nuovi giunti veniva proposto all’ingresso uno screening per HIV, HCV, HBV e lue e l’esecuzione dell’intradermoreazione di Mantoux. Tali procedure venivano effettuate all’ingresso e mai più ripetute.  L’educazione sanitaria veniva affidata alla scuola intramuraria (attività seguita sola da una parte dei detenuti) e al team della AST.


Il programma di educazione sanitariaproposto dall’ ATS prevedeva la partecipazione alle lezioni su base volontaria con conseguente scarsissima presenza da parte dei detenuti.


 


La presenza dell’infettivologo presso l’Istituto ha permesso l’avviamento dei seguenti progetti:



  • Colloquio individuale con tutti i detenuti già presenti in IPM per effettuare un intervento educativo, ripetizione delle sierologie per HIV, HCV, HBV e lue ove necessario e valutazione dello stato immunitario per morbillo e tetano

  • Ripetizione dell’intradermoreazione di Mantoux annuale per i detenuti già presenti in IPM

  • Valutazione di ogni nuovo giunto presso l’IPM per intervento educativo ed esecuzione di Mantoux e delle sierologie suddette

  • Diretta presa in carico di detenuti con patologie infettivologiche

  • Effettuazione di vaccinazioni per HBV, difterite/tetano/pertosse e morbillo/parotite/rosolia sulla scorta dei risultati sierologici

  • Corso interattivo di educazione sanitaria effettuato per piccoli gruppi di detenuti divisi in base alle conoscenze pregresse

  • Educazione sanitaria del personale di polizia penitenziaria 


La presenza dell’infettivologo nell’istituto penale minorile mira non solo all’individuazione e alla cura di malattie già in atto, ma soprattutto alla prevenzione e all’educazione. 


I detenuti minori e giovani adulti rappresentano infatti una popolazione particolarmente fragile, che sarà facilmente esposta a rischio di contrarre malattie infettive. La campagna vaccinale e l’educazione individuale e di gruppo rappresentano degli strumenti fondamentali per creare consapevolezza e conoscenze.


I ragazzi detenuti per lo più proseguiranno il proprio percorso detentivo in strutture comunitarie o istituti penitenziari per adulti. Poter affrontare queste esperienze con consapevolezza e un bagaglio culturale maggiore potrà essere per loro un’arma per mantenere lo stato di salute.


Il coinvolgimento del personale di polizia penitenziaria assicura inoltre una più stretta collaborazione con le figure sanitarie al fine di migliorare la qualità di vita dei detenuti.


Consulenti infettivologa IPM Beccaria: Francesca Iannuzzi e Roberto Ranieri

Roberto Ranieri

31/10/2016

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