Salute mentale e assistenza psichiatrica in carcere

Approvato all’unanimità dal Comitato Nazionale per la Bioetica il documento con le raccomandazioni per l'assistenza psichiatrica in carcere

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Roma, 1 aprile 2019 - Assicurare, quale forma basilare di tutela della salute mentale in carcere, modalità umane di detenzione rispettose della dignità delle persone, offrendo un trattamento con opportunità di formazione e di lavoro nella prospettiva risocializzante. Provvedere a che la cura delle persone affette da grave disturbo mentale e che abbiano compiuto reati avvenga di regola sul territorio, in strutture terapeutiche e non in istituzioni detentive. Rafforzare i servizi di salute mentale in carcere, in modo che funzionino come parte integrante di forti Dipartimenti di Salute Mentale, capaci di individuare le risorse di rete territoriale per la cura delle patologie gravi al di fuori dal carcere e di collaborare a tal fine con la magistratura.


Queste alcune delle raccomandazioni proposte dal Comitato Nazionale per la Bioetica all’interno del parere in tema di salute mentale e assistenza psichiatrica in carcere, approvato lo scorso 22 marzo.


Il Comitato sollecita anche alcune innovazioni normative per tutelare sia le persone giudicate imputabili e condannate a pene carcerarie, sia le persone dichiarate non imputabili e prosciolte, auspicando tra l’altro la limitazione del ricovero nelle REMS ai soggetti nei cui confronti viene applicata una misura di sicurezza detentiva definitiva.


 

Sims Pe Onlus

01/04/2019

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