Maratona Patto per la Salute

8 luglio: una giornata dedicata all’ascolto delle Federazioni degli ordini professionali, delle Società Scientifiche, delle associazioni professionali e dei sindacati

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Roma, 8 luglio 2019 - Il Ministero della Salute ha aperto le sue porte ai protagonisti del Servizio Sanitario Nazionale per un giorno di ascolto e confronto con le Società Scientifiche e le associazioni professionali.
Di seguito l'abstract della relazione del Presidente SIMSPe, dr Luciano Lucanìa, che ha partecipato all'incontro voluto dal Ministero per avviare un percorso di condivisione partecipata.
"Il Patto della Salute – abbiamo letto l’ultima bozza – è una cornice generale ma deve servire al SSN per dare una linea per il futuro.
Ci è sembrato quindi importante presentarci, con gli altri attori della Sanità Italiana, in questo auditorium oggi, perché rappresentiamo un piccolo ma complesso segmento della sanità, l’unico che ha un rapporto diretto con altre Amministrazioni dello Stato e con la Magistratura.
Un rapporto quotidiano, mediato dal nostro utente, che a noi chiede tanto, non solo salute, ma spesso risposte alle inefficienze generali del sistema.
Da 11 anni la salute dei reclusi è affidata al SSN nelle articolazioni regionali ed aziendali.
Dove siamo? Certo nel “territorio”, nella galassia del Distretto Sanitario, ma forse siamo ancora 50 anni indietro quando ancora il sistema era solo Ministero della Giustizia: in parti del Paese sembra essere cambiato solo il cassiere.
Chi siamo? Ci vogliono considerare generalisti del paziente detenuto. Ma le attività ormai ultraventennali di studio e ricerca anche clinica (pensiamo agli studi sulle cronicità, sulle malattie infettive, sulle problematiche psichiatriche, nuova emergenza esplosa dopo la chiusura degli OPG) ci hanno trasformati nel tempo in Medici e Professionisti sanitari esperti del sistema. Di un sistema di frontiera: quello penitenziario.
Ma anche questa parte della popolazione non può essere esclusa dai LEA, rimanere ai margini del Patto per la Salute, perdere il diritto all’equità nell’accesso alle cure.
Il sistema come è adesso si dimostra ampiamente insufficiente.
Chiediamo che vengano approfonditi nei principi del redigendo Patto, o in atti paralleli:
- Gli aspetti relativi alle reti nazionali e regionali
- Le strutturazioni organizzative/operative aziendali ed i rapporti con la controparte
- La contrattualizzazione del personale: adeguata e riferita alle mansioni, incentivata, inquadrata negli strumenti vigenti ed in fieri
- La formazione specifica nei settori di interesse
- La definizione dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla Salute in Carcere
Si chiede l’impegno di rivedere alla luce di principi noti ed attualizzati dall’esperienza del primo decennio, il vecchio ed ormai obsoleto DPCM di transito, oltre che Accordi che necessitano di integrazioni o modifiche.
Purtroppo alle condizioni di oggi il rischio reale è la desertificazione di questi servizi."

Sims Pe Onlus

08/07/2019

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